mercoledì 2 marzo 2011

Newsletter della Mingha, Africa Onlus

Carissimi,
vi inoltriamo questa lettera aperta scritta da una socia co-fondatrice della Mingha Africa Onlus che si è trovata coinvolta, suo malgrado, nella dolorosa questione della morte di Stefano Cucchi avvenuta presso il servizio di Medicina Protetta dell'Ospedale Pertini. Flaminia ha lavorato con noi facendosi promotrice di un'attività di lotta all'epilessia nella Provincia del Centro in Cameroun e sono tante le persone che devono molto della propria vita al suo operato di medico e di persona. Noi conosciamo bene Flaminia, la sua onestà, la sua perizia professionale, la sua sensibilità verso il prossimo e vi trasmettiamo quanto da lei scritto per amore della Verità e affinché ciascuno di voi possa, a propria volta, diffondere informazioni corrette su questo caso che, per come viene trattato sui media, pare sia giunto già a giudizio ben prima dello svolgimento di un processo equo. Per quanti di voi non lo sapessero, le strutture di Medicina Protetta all'interno di una struttura sanitaria sono state create a seguito di un accordo tra il Ministero della Giustizia ed il Ministero della Sanità e fungono in sostanza come degli ambienti carcerari isolati all'interno della struttura sanitaria. L'ingresso all'interno della struttura di Medicina Protetta è regolato esclusivamente dall'Autorità Giudiziaria che può concedere o non concedere l'ingresso al suo interno a personale non-sanitario.

Un caro saluto
Gianluca Russo


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