venerdì 25 febbraio 2011

Lettera Aperta sul caso Stefano Cucchi scritto dal medico di Pertini Flaminia Bruno

Ho deciso di scrivere questa lettera dopo lunga riflessione. Cio che mi ha finalmente motivato è l'indignazione rispetto alla falsità ed ipocrisia con cui il caso del povero Stefano Cucchi continua ad essere orchestrato.

Un giovane che probabilmente ha subito soprusi per tutta la vita, anche dopo la morte è stato usato per costruire un teorema orribile fondato sulle menzogne: sei medici e tre infermieri si sarebbero accordati per volontariamente lasciar morire un giovane tossicodipendente per coprire il fatto che tre agenti di polizia penitenziaria gli avrebbero inferto delle lesioni. TERRIBILE.

Finora ho confidato nel fatto che la magistratura prendesse atto dell'assurdità di queste accuse e che avendo i giornalisti presenziato tutte le udienze preliminari venisse riportato quanto era emerso in fase preprocessuale ovvero che sia le perizie che le accuse rivolte ai medici fossero prive di fondamento o quanto meno discutibili. Non un giornalista che fosse uno ha riportato quanto emergeva giorno dopo giorno nel corso delle udienze preliminari. PERCHE'?

Ciò non è avvenuto e con estrema diciamo “serenità d'animo” siamo stati tutti rinviati a giudizio con le medesime orrende accuse basate su presupposti inesistenti (l'incapacità di intendere e di volere del ragazzo, l'intenzione di voler lasciare privo di assistenza un paziente, l'intenzione di voler fuorviare le indagini per nascondere l'accaduto). Grazie poi al fatto che non siamo stati accusati di negligenza ma di abbandono di incapace (poco importa che il ragazzo non fosse incapace e noi non lo avessimo mai abbandonato) si è riusciti a far finire il processo in CORTE D'ASSISE, composta prevalentemente da giudici popolari ovvero comuni cittadini. In un caso mediatico di tal fatta, costruito a tavolino giorno per giorno ciò è quantomeno diabolico poiché grazie alla stampa l'opinione pubblica ha oramai già deciso che noi medici siamo i colpevoli.

Ho quindi deciso di uscire da questa omertà e portare alla luce alcuni semplici elementi che fa tanto comodo tenere nascosti.

Le foto del giovane.

Le foto di Stefano Cucchi pubblicate su internet, sono le foto effettuate dopo l'autopsia ovvero a distanza di 24 ore dalla morte (intervallo di tempo obbligatorio stabilito dalla legge), dopo che e' il suo corpo è stato aperto e sezionato, gli organi interni prelevati per essere esaminati.

Le macchie sulla schiena non sono lividi ma macchie ipostatiche ovvero la colorazione blu delle zone declivi del corpo che avviene naturalmente a partire da 30 minuti dopo la morte. Le visite mediche né al Pertini né al Fatebenefratelli hanno mai trovato simili lividi sulla schiena: è descritto solo un piccolo livido perigluteo. L'autopsia parla di “piccole escoriazioni al livello lombare para sacrale e del gluteo-desto”.

Potrebbe sembrare una precisazione accademica alla luce del fatto che le fratture vertebrali testimoniano che il trama sia avvenuto (trauma che al personale medico il ragazzo ha dichiarato risalisse a circa 20 giorni prima, a seguito di una caduta accidentale dalle scale). Quindi perché far credere che la sua schiena fosse anche cosi' visibilmente martoriata? Forse perché' in tal modo ancora una volta si e' potuto far passare il messaggio, che ora e' convinzione assoluta, che i medici avrebbero ignorato i segni cosi drammaticamente evidenti di un pestaggio.
Possibile poi che chi ha diffuso le foto non sapesse tutto questo? E' cosi' difficile capire che a 24 ore dalla morte e dopo un'autopsia, un corpo appare irriconoscibile?

Non sta a me stabilire come e quando abbia riportato il trauma delle vertebra lombare e coccigea ma non sopporto più che si continui ad affermare il falso facendo passare delle macchie ipostatiche come dei lividi.

In funzione del fatto che il ragazzo presentava tale frattura vertebrale abbiamo invece agito di conseguenza richiedendo una visita ortopedica urgente, radiografia vertebrale, instaurato terapia antalgica e disposto il riposo a letto per stabilizzare la frattura secondo quanto indicato dallo specialista ortopedico.

Il ragazzo presentava delle ecchimosi attorno agli occhi, per cui abbiamo richiesto una visita oculistica (l'oculista è venuto in sede affinché il ragazzo non venisse mobilizzato ponendo a rischio la stabilità della frattura vertebrale). Ebbene il ragazzo purtroppo cacciò via i medici e non volle farsi visitare. Così come rifiutò di sottoporsi a TAC cranio richiesta per escludere un sanguinamento intracranico.

Le sevizie avvenute al Pertini

Un giorno al telegiornale nazionale hanno fatto vedere le mani del Cucchi che presentavano ulteriori segni di decomposizione post mortem e quei segni fatti passare per bruciature che gli sarebbero state procurate magari proprio al Pertini. Si è parlato di atroci torture cui lo avremmo sottoposto. Ovviamente non era vero e la perizia medico legale ha ampiamente escluso che si trattasse di ustioni da sigaretta , quanto piuttosto anche questa volta di fenomeni post mortem. Anche in questo caso nessun giornalista ha poi smentito la notizia a seguito del risultato dell'autopsia.

COSA C'E' DIETRO TUTTA QUESTA OSTINAZIONE A MENTIRE?

Ma i medici non hanno fatto proprio niente?
Noi siamo riusciti a sottoporlo a visita ortopedica, effettuare la radiografia alla schiena, i prelievi ematici, somministrare gli anti-dolorici e farmaci per l'epilessia; il ragazzo ha sistematicamente rifiutato ogni altro nostro trattamento e indagine proposta: ECG, TAC cranio, ecografia addominale, reidratazione per via endovenosa, visita internistica quotidiana, visita oculistica. È chiaro che in questo modo un medico ha le mani legate. Abbiamo insistito ripetutamente ad ogni occasione che lui mangiasse e bevesse, gli abbiamo procurato un vitto personalizzato per celiaci in quanto lui dichiarava di essere celiaco. Ora al fine di non riconoscere che al personale medico non è stato possibile operare per prevenire un evento che comunque non era atteso e le cui cause restano tuttora sconosciute si è detto che il ragazzo era incapace (di intendere e di volere) per cui i suoi rifiuti non dovevano essere presi in considerazione. La legge Italiana infatti non consente che siano praticati trattamenti medici di alcun tipo senza il consenso del paziente ammesso che questo sia appunto in grado di intendere e di volere.

Se il giudizio clinico di tutti i medici che hanno avuto in cura il ragazzo e che lo hanno giudicato nel pieno delle proprie facolta' mentali non conta, come pare di capire dalle accuse, forse allora puo' avere maggiore valore scientifico la registrazione del suo arresto messa in rete ed accessibile a tutti , in cui il giovane risulta assolutamente vigile, lucido ed orientato, risponde correttamente e congruamente a tutte le domande del giudice. Il giorno prima del decesso scrive una breve ma assolutamente lucida e composta lettera alla comunita' di recupero cui apparteneva. Perchè nessuno si ribella di fronte a questo ulteriore affronto alla memoria di Stefano che strumentalmente viene definito incapace di intendere e di volere senza alcuna evidenza.

Ma perché rifiutava?

La sera prima di morire il ragazzo chiede di parlare con l'avvocato ed afferma che questa è la condizione perché accetti di essere curato. Il medico di turno si adopera immediatamente per far si che Stefano compili una richiesta formale di colloquio con l'avvocato. Ma perché al ragazzo, processato per direttissima una settimana prima ancora non era stato fissato un colloquio con l'avvocato? Da chi dipendeva che il fatto che l'avvocato si recasse a far visita al suo assistito? Questa domanda mi ossessiona, così come il perché la famiglia non sia riuscita ad avere accesso alla struttura. Perché non le è stato rilasciata l'autorizzazione? Anche questa da chi dipendeva? Forse in questo modo si sarebbe potuto far leva sul ragazzo e convincerlo a farsi curare? Non è forse un punto centrale questo? Perché l'inchiesta non se ne è intenzionalmente preoccupata?

Purtroppo devo aggiungere che sono molti i pazienti che nel reparto penitenziario del Pertini rifiutano i trattamenti allo scopo di ottenere che la macchina della giustizia si muova. Questo rende il lavoro dei medici difficilissimo, trovandosi per cosi dire tra l'incudine ed il martello, da un lato la necessita' di curare, dall'altra la legislazione che ripeto non consente al medico di praticare trattamenti senza il consenso del paziente in grado di intendere e di volere.

Ma perché il ragazzo è morto?

Il ragazzo muore in maniera inaspettata ed incomprensibile durante la notte. La perizia non è in grado di identificare la causa della morte. Non ravvede nelle lesioni traumatiche la causa della morte. Parla di un cucchiaino di zucchero, che gli avrebbe salvato la vita. La frase si commenta da sé, mi preme precisare: - il ragazzo beveva succhi di frutta che notoriamente contengono zucchero ed anche se non regolarmente si alimentava. Davvero qualcuno crede che 5 giorni di scarsa alimentazione provochino la morte?

Il ragazzo non ha mai presentato segni di ipoglicemia la quale peraltro passa attraverso una precisa sequenza di eventi che vanno dall'agitazione psicomotoria al coma.
Al contrario l'esame degli organi interni, in particolare del cuore ha rivelato un organismo fortemente e cronicamente debilitato.
Certo in questo paese è politicamente scorretto affermare che il consumo di sostanze stupefacenti tipi eroina e cocaina, nonché l'alcol facciano male alla salute.
Pertanto la lunga storia di tossicodipendenza non può aver avuto un ruolo nel deperimento organico del ragazzo. La interminabile letteratura che parla del rischio cardiovascolare, in particolare di morte improvvisa dovuta a fibrillazione ventricolare nei giovani che presentano abuso di cocaina ed altri stupefacenti è qualcosa di estraneo evidentemente alla cultura dei consulenti della procura.

Il certificato di morte falso.
Bene di fronte alla morte improvvisa ed inattesa del giovane il medico di turno aveva le seguenti informazioni per stilare il certificato di morte:
paziente tossicodipendente da circa 20 anni, ricoverato a seguito di trauma vertebrale per il quale veniva richiesto solo riposo a letto, trauma che il giovane riferiva di aver riportato a seguito di una caduta accidentale avvenuta il giorno del suo compleanno quindi circa 20 giorni prima. Alterazioni della sodiemia, dell'azoto ureico, lievi alterazioni delle transaminasi, un emocromo stabile.
Assolutamente un rebus, pertanto il medico scrive sul certificato “presunta morte naturale” (faccio notare che il termine presunta, che denota dubbio non viene riportato nella perizia) ed IMMEDIATAMENTE RICHIEDE IL RISCONTRO AUTOPTICO, perché per primo vuole vederci chiaro sulla morte del ragazzo.

Il mattino presto assieme al Primario chiama il magistrato per informarlo dell'accaduto e per avere direttive su come comportarsi. Lo stesso magistrato che avendo sottomano la richiesta di riscontro autoptico e consapevole di essere stato informato direttamente dai medici della morte del ragazzo accusa il medico di aver redatto un certificato falso allo scopo di nascondere l'accaduto. L'accusa di falso è quanto di più infamante si possa rivolgere ad una persona onesta.

La perizia arriva alla conclusione che i traumi non hanno procurato la morte. Per morte violenta si intende suicidio, impiccagione, morte in seguito a trauma di varia natura (da arma, colluttazione etc). Quali elementi aveva il medico per affermare che la morte fosse stata violenta?

Io posso accettare che l'operato di un medico possa essere messo in discussione. La morte di paziente è sempre un terribile fallimento per un medico: non si dorme la notte pensando che una parola in più, un esame in più avrebbe potuto cambiare le cose, un tarlo che fa sanguinare la coscienza di qualsiasi dottore che perde un paziente sia esso giovane o anziano, bianco, nero, che abbia commesso più o meno errori nella vita.

Ma l'assurdità delle accuse che ci vengono rivolte, la distorsione della verità operata più livelli, l'ossessione di additare come unici responsabili i medici dell'Ospedale Pertini, il coinvolgimento di parti politiche che a vario titolo emettono sentenze contro i MOSTRI DI TURNO, mi fa disperare e temere che dietro ci sia l'intenzione di dis-orientare la ricerca di quanto sia davvero avvenuto a Stefano Cucchi.

Spero che questa lettera abbia fatto riflettere.

Flaminia Bruno

109 commenti:

  1. sono solidale con La dott.ssa Flamiminia Bruno e riconosco la sua correttezza e il rispetto della verita', con stima giorgio padova

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  2. Sono solidale. Nient'altro...

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  3. SONO ESATTAMENTE 18 ANNI CHE LAVORO AL PERTINI... NE HO VISTE TANTE E SENTITE ALL'INFINITO... TANTE VOLTE ARRIVO STANCA A CASA DOPO UN TURNO DI LAVORO MASSACRANTE... MA CONTENTA DI NON DOVERMI RIMPROVERARE DI AVER OMESSO QUALSIASI FORMA DI ASSISTENZA AVESSERO BISOGNO I PAZIENTI!!! E COME ME, IN QUELLA STRUTTURA CE NE SONO CENTINAIA DI COLLEGHI INFERMIERI, MEDICI ED AUSILIARI CHE "SUDANO" PER POTER SODDISFARE L'ESIGENZA DELL'UTENZA; UTENZA, CHE PERO', AIME', RISULTA ORMAI TROPPO VIZIATA, CONDIZIONATA E MALE INFORMATA, SE NON FOMENTATA, DAI MASS MEDIA DI PARTE!!!! NON SI CERCA PIU' LA VERITA'.... MA UN COLPEVOLE A TUTTI I COSTI CONTRO CUI PUNTARE UN DITO SEMPRE PIU' DISTRUTTIVO!!!

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    1. perfettamente d'accordo: è cosi' in tutti i settori della medicina , per poche mele marce migliaia di operatori sanitari fanno il loro dovere con abnegazione

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    2. Mario Antonio Esposito2 novembre 2014 19:43

      Il contenuto della lettera lascia intravvedere, oltre all'intenzione di fare chiarezza, anche un senso di "ansia da giudizio" -intesa come pressioni esterne dovute particolarmente dai media- quindi un sentirsi ingiustamente accusata/i. Non sono medico, quindi non in grado di -eventualmente confutare- il contenuto in termini medici, ma credo sia spontanea e veritiera. La morte di una persona, chiunque sia, genera tristezza; ma la morte di una persona che non possa essere assistita dai propri cari, è ben più triste. Se poi a questo si aggiungono considerazioni non vere o sospette, da parte dei media che, pur di "fare notizia" a volte esagerano e indirizzano l'opinione pubblica su falsa strada; accentuata quando all'evento si fa collegare eventi delittuosi avvenuti -vuoi da elementi appartenenti alle forze dell'ordine e/o medico- che, anche se pochi e rari, esistono (ma non si provvede ad eliminarli, come mele marce!) non è difficile cadere nell'errore.
      Grazie per l'ospitalità. Mario Esposito

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    3. Ma allora perché l'ospedale Sandro Pertini ha riconosciuto alla famiglia Cucchi un risarcimento di un milione e trecentoquarantamila euro?

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    4. Tanto per capire: nel testo della dott.ssa Bruno, si desscrivono i presunti lividi lombari come "macchie ipostatiche ovvero la colorazione blu delle zone declivi del corpo". Ora "declive" vuol dire "in pendenza" e io che non sono medico, dalla miam profonda ignoranza in materia mi chiedo: "come può essere in pendenza un corpo disteso?" (nel letto, sul tavolo autoptico, ecc...). E le macchie sul viso intorno agli occhi? Ipostatiche anche quelle?

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    5. Se fai una ricerca su Wikipedia trovi la risposta... cerca livor mortis.

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    6. Un corpo disteso supino presenta macchie ipostatiche sulla schiena, i glutei, le porzioni posteriori di braccia e gambe, zone appunto DECLIVI. Declive è un termine italiano, non medico, non bisogna esser medici per capire che non significa "in pendenza" ma "che sta in basso".

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    7. Declive (agg.) := Che è in pendio, che va gradualmente abbassandosi.

      (Fonte: Dizionario Treccani)

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    8. Ti è mai morto un parente in casa? Hai mai dovuto tenere una salma sul letto per più di otto ore? Mio padre morì nel suo letto di sabato sera e rimase lì fino al lunedì mattina quando gli fecero il funerale.
      Al momento di metterlo nella cassa ogni parte del corpo che fosse posizionata verso il basso (e quindi "decliva") era quasi nera....altro che livida!!!!
      Inoltre il volto dovette essere coperto completamente quando lo spostarono visto che bastò un piccolo movimento per.sfigurarlo totalmente.
      Per favore non scomodiamo la semantica per amore di polemica o di politica, in questa vicenda sono molti i lati oscuri ma la vera responsabiliità ricerchiamola magari fra le mura di Monte Citorio o Palazzo Chigi e non sempre nelle corsie di un ospedale!!

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  4. Sono solidale con la Dott.ssa Bruno, le sue parole suonano veramente come un grido di disperazione come chi è accusato ingiustamente e non ascoltato; sono fortemente convinta che medici ed infermieri abbiano agito "in scienza e coscienza" per quanto umano possibile; la vita è un miracolo e la morte spesso inspiegabile, la conoscenza umana non comprende tutto e non possiamo arrogarci questo diritto, nè scaricare ad uomini il dovere della salvezza e della salute; i media hanno creato tanto rumore e frastuono; spero che questa catena di "solidarietà" ai medici del Pertini in forma mediatica contrasti le mostruosità fino ad ora create. Concordo infine con il commento di Tiziana.

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  5. Una bruttissima storia fomentata dalla sorella di Stefano Cucchi che, non curandosi del fratello in vita, provvede a lui dopo la sua morte per gloria e onori.

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    1. "Anonimo", mi chiamo Sergio. Vergognati per quello che hai scritto. Non sai niente di cosa accade in una famiglia dove si vive l'inferno perchè ci si porta addosso la croce di una persona che ha necessità. E che sia tossicodipendenza, anoressia o SLA poco importa. Vergognati. Vergognati e basta. Non meriti nient altro che un sincero, profondo VERGOGNATI !!!

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    2. lavati la bocca prima di parlare di una famiglia devastata da una morte voluta dallo stato...FAI VERAMENTE SCHIFO!

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    3. Sei proprio convinto che Ilaria Cucchi nn si sia mai occupata di suo fratello? Stefano era stato in comunita'grazie all'intervento dei suoi familiari..... Prima di lanciare accuse sciocche fermati un secondo e cerca di azionare quel che ti resta del cervello
      Non stiamo giudicando.la vita di Stefano, ma solo cercando di capire la causa della sua morte, come quella del caso Aldrovandi e del caso Uva.

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    4. "Anonimo" , un tuo suicidio volontario sarebbe gradito, libereresti con un solo consapevole gesto un posto di lavoro, un appartamento e un posto auto in strada.. pensaci !

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    5. Vedo che fioccano le fesserie, ultima dele quali la richiesta di "suicídio spontaneo".... A parte questi esempi di idiozia, onore alla dottoressa Bruno per la chiarezza e la civiltá della sua esposizione. La vergogna é la mia, ed é quella di far parte di un paese con una stampa e una opinione pubblica da quarto mondo. Tutti a vomitare ódio, ignoranza e frustrazioni in una spirale mediática alla ricerca del capro espiatório di turno. Imbecilli e ipocriti.

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    6. bastava far chiarezza.......

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    7. Ancora con sta morte voluta dallo Stato. Ma sai leggere o c'è bisogno del disegnino?

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    8. Toto , un applauso x le tue parole!!!! siamo un popolo veramente piccolo, diventato minuscolo dopo il sacrificio di "grandi" .........
      ai coglioni pseudo-sinistrorsi che non vedono l'ora di dare la colpa allo stato (che certamente non è il massimo) ai suoi/vostri/nostri difensori , o a chiunque stia nella parte sbagliata, dico solo una cosa : la vostra ignoranza sarà la forza di "pochi ma buoni"....
      Toto bravo e per fortuna che c'è ancora gente comune che usa il cervello e sa quello che deve dire e come.
      Alessandro

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    9. ignoranza allo stato puro. Tu ne sei l'espressione più alta. Fai schifo.

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    10. Soldi soldi e ancora soldi. Ecco il motivo

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    11. e per danaro

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  6. Conoscendo la dottoressa nei suoi anni di specializzazione, posso dire che la sua estrema scrupolosita' medica non possa essere mancata in tale circostanza. Era una delle migliori del corso, disponibile, competente, umana.

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    1. e come mai con tutta la sua competenza non sono riusciti a dare una spiegazione con l'autopsia??? e come mai le lesioni riportate da stefano non sono mai state viste in altri corpi? allora... facciamo cosí.. fateci vedere foto di un qualsiasi morto naturalmente dopo un autopsia e vediamo se le foto sono comparabili.... qui non si cerca un capo espiatorio si cerca la veritá...

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    2. si stà sfruttando la vicenda per fini politici (vedi candidatura della sorella) e adesso ci riprova dando luce alla sentenza (giusta) a mio parere

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  7. lavorare in sanità è diventato un problema.
    gli utenti ti danno addosso per racimolare qualche euro dalle assicurazioni!!
    se qualcuno muore o ha lesioni si da per scontato che è malasanità.
    si sta andando incontro alla medicina difensiva, poveri noi!!!

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  8. giusto,è diventato insostenibile: i medici dovrebbero pagare per uno che si intossica una vita intera, prende schiaffi a dx e manca e poi....la famigliola ne chiede i danni....ma quali danni se poi in vita lo rinnegavano come figlio o come fratello
    guardate che in quartiere il cucchi lo conoscevano tutti e da anni...dopodichè devono pagare i medici della Med. protetta se lui in vita, oltre a fare lo spacciatore, assumeva sostanze tossiche che ne hanno debilitato pressocchè totalmente la salute?!
    mi spiace ma nessuna pietà nè umana nè cristiana
    Giù le mani dai medici....

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    1. nessuna pietà nè umana ne cristiana nemmeno per te. Che tu possa passare le stesse pene della famiglia. anonimo di merda.

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    2. Mi piacerebbe fosse ancora in vita per vendere regolarmente la droga ai tuoi figli, ipocrita sinistroide!

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    3. money money money 1.300.000 e si accetta di non saper chi è responsabile.....

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  9. abito da anni nello stesso quartiere, ebbene sì...ha ragione chi ha scritto prima; il Cucchi era rinomato.....non come geometra.....mi spiace ma non era un esempio di vita sociale, non era un esempio di socialità e cordialità, non era un esempio di bontà,nè di attaccamento familiare, non scoppiava di salute, non frequentava certo l' oratorio o circoli culturali nè qualcosa del genere....
    chiunque lo ha incontrato in vita, se persona onesta, ne ha ricavato questa impressione....
    non sarà stato facile per i medici rapportarcisi nè per gli infermieri, nè per gli agenti di PP;mi spiace ma sono dalla parte dei Medici e degli IIPP, tutta la vita....

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    1. "non frequentava certo l'oratorio?".
      Poveraccio che altro non sei,
      e benpensante del cazzo.

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    2. Deludente vedere come gente insulta a prescindere, solo perchè non la pensa come lei, deludente leggere il termine benpensante come insulto, e allora cosa? malepensante dovrebbe essere un complimento? Ora, io vivo fuori Italia, la vicenda non la conosco nemmeno, ma esce un quadro terribile di disinteresse a capirsi tra le parti e di chiusura al dialogo. A questo punto preferisco essere definito solo pensante, senza bene ne male

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    3. questa è l'itali di adesso purtroppo..il discorso sarebbe lungo ed andrebbe oltre il tema specifico

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    4. Non posso dire e giudicare fatti di cui non conosco la vera natura. Ma non credo che i familiari di Stefano parlino per proprio tornaconto come qualcuno ha scrittoMettere in dubbio l' immenso dolore della sorella. Dico anche io perché allora hanno offerto risarcimento alla famiglia di Stefano? E lasciando da parte i medici: non vogliamo parlare del comportamento delle forze dell' ordine...che ancora non sono state menzionate, per le percosse pugni e quant'altro sia stato fatto vittima Stefano???? Io posso credere..forse..in parte alla dottoressa che ha detto quanto sopra..ma non ci credo che Stefano si sia fatto male cadendo. Adesso mi pare si stia esagerando..non e' cosa nuova..come accadde su a Bolzaneto nella Diaz..che la maggior parte dei poliziotti non la mandino proprio a dire...!!!??? Molti di loro sono teste calde e se la morte di Stefano sia dipesa soprattutto alle percosse della polizia..chi può dire che non sia vero??? Si è parlato di medici ma della polizia?? Mi pare che anche di questo sia stato dibattuto o sono io che mi invento tutto???? Non sono facinorosa ne' di parte ma solo una donna che sa leggere quel che viene scritto..ascoltare coloro che hanno detto..ecc. Il caso Cucchi per me non dovrebbe essere archiviato così facilmente. ....e non solo per me......

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  10. giustizia sia fatta ma per davvero, non a parole.
    Sia restituita ai medici e agli Infermieri coinvolti in questa storia la dignità che a loro spetta; sono persone straordinariamente partecipi di un opera di sostegno morale e fisico a persone detenute che, in larghissima parte, li ammirano.
    In quel reparto, in 6 anni, è morto solo Cucchi o quasi su migliaia di pazienti seguiti
    Perciò...
    UN MEDICO

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  11. Lavoro al Pertini in quel reparto da 18 mesi...piena solidarietà alla collega Bruno..ha centrato in pieno la questione...

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  12. I medici NON hanno colpe, punto. Sulla carta il paziente NON è morto a seguito di lesioni non curate, ma per inedia e danni causati dall'abuso di droghe. Non ha voluto farsi curare,non ha voluto flebo, non ha voluto nutrirsi, è morto, non c'è nient'altro da dire.

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  13. lavoro in sanità da 30 anni e leggendo l'esposizione della dottoressa non posso che essere solidale ........

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  14. La prima reazione che sorge spontanea è quella di imprecare: " ma mi dovrà capitare un magistrato fra le mani" analogamente a quando, subito dopo che prendi una multa, fai la stessa imprecazione per vigili o polizia stradale.
    Siamo Medici e abbiamo scelto di esserlo con rinunce e sacrifici di tutta una vita al solo scopo di dare la vita e non la morte.
    Sappiamo quindi bene che nessuno di noi si vendicherebbe in questo modo, ma l'esasperazione è tanta.....

    Non abbiamo la motivazione della sentenza, ma, ammesso e non concesso che la dottoressa Bruno e i colleghi del Pertini, cui va tutta la mia stima e solidarietà, si fossero comportati come hanno ritenuto i Giudici, questi signori dovrebbero sapere che,come tra l'altro è riportato nei moduli ISTAT degli avvisi di morte,ciò che conduce all'exitus è

    una causa iniziale
    una causa intermedia
    una causa finale

    dove, accanto alle rispettive voci, deve essere segnalato il periodo intercorso.

    Ne consegue che, qualunque sia stata la causa di morte, altre situazioni hanno condotto ad essa e se la causa finale è considerata colpevole, di conseguenza lo sono le cause intermedia e iniziale.

    I Giudici, si sa sono dei semplici impiegati dello Stato con scarsa discrezionalità (e a volte) incapacità nel giudicare e pertanto sono soltanto degli applicatori di norme e leggi.
    Quello che, almeno in questo caso, lascia perplessi,soprattutto noi medici, è la perizia medico-legale che andrebbe letta per spiegare ai colleghi che l'hanno stilata che,forse, è loro sfuggito qualcosa sulla clinica medica e sulla traumatologia,ma sembra anche molti aspetti che dovrebbero essere maggiormrnte di loro competenza, come per esempio le macchie ipostatiche.

    Sarebbe ora che al grido di "medici di tutto il mondo unitevi" o meglio "medici di tutta Italia unitevi" perchè non credo che in nessuna altra parte del mondo si assiste a tale vergognoso discredito su una categoria, costituita nella stragrande maggioranza di persone che lavorano di giorno,di notte, di Natale e di Pasqua, senza calendario insomma, trascurando affetti e interessi diversi e lavorando in situazioni difficilissime anche e soprattutto per l'incuria di una politica sanitaria davvero vicina a quelle del terzo mondo.

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    1. concordo in pieno!

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    2. Anche io concordo. Non si può scaricare tutta la colpa sull'ultimo anello della catena.

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    3. Perfettamente d'accordo e ti dirò di più...chi da addosso ai medici in questi casi e' per il 99% gente che per gli altri non ha mai fatto un cazzo, che non ha la minima idea di cosa significhi lavorare ogni giorno nell'ambiente ospedaliero. Scommetto che tutti questi benefattori avrebbero nutrito con cura e amore cucchi, sarebbero rimasti tutti al lavoro 4 ore in più gratis pur di alleviare le sue sofferenze...allora vi prego, se mai andrò all'ospedale voglio essere curato dai medici, e tenetemi lontano questi filantropi la cui falsità mi fa venire voglia di cambiare stato

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  15. anche io lavoro in sanità da 15 anni e dalla descrizione molto dettagliata della dottoressa, sono solidale con lei...........

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    1. Sono medico, nel mio ospedale capita di avere pazienti così (TD, debilitati, anche in regime di arresto). Non posso dare giudizi su una situazione che non conosco di persona, ma quello che ha scritto la collega è assolutamente verosimile. E se i parenti non hanno potuto visitare il ragazzo in ospedale (e magari convincerlo a collaborare), mi pare non sia colpa dei medici.
      Comunque: in cinque giorni non si muore di fame e di sete, e la morte non è improvvisa... ma chi ha fatto le perizie?

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    2. Un medico legale che presuntuosamente non ha chiesto di essere affiancato da un clinico.
      C'è però da vedere se il perito di parte, nominato dai parenti del ragazzo, era anch'egli un medico legale o un clinico e se aveva le palle per contrastare una perizia redatta, mi pare, da un cattedratico.

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  16. Totale solidarietà ai Colleghi coinvolti in questa vergognosa vicenda. L'altro ieri è stata scritta una delle pagine più penose della giurisprudenza italiana.

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  17. Francesco Giudiceandrea8 giugno 2013 00:41

    solidarietà a tutti i colleghi coinvolti Francesco Giudiceandrea

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  18. Solidarieta' ai medici del Pertini, vittime dello strapotere dei magistrati e del politicamente corretto che vuole i tossici come eroi e le persone oneste come colpevoli. L'Italia e' un paese disgraziato destinato alla rovina a causa dei faziosi e degli italioti. Ciò che dice la dottoressa e' esattamente quello che vediamo nelle corsie dei nostri ospedali quando vengono ricoverati detenuti e tossici che rifiutano cure e insultano i curanti. Ma in Italia la colpa e' sempre dei medici. Ribelliamoci, ora basta!

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  19. Sono un collega del policlinico Umberto e anche noi siamo stati direttamente o indirettamente saltuariamente ostaggi delle infamie di giornalisti/giornalai dediti alla vendita dei loro "rotocalchi" e dell'incompetenza di magistrati sempre più politicizzati ma questa vicenda è semplicemente vergognosa.... solidarietà ai medici del Pertini e sdegno per questa vicenda che non fa altro che creare l'ennesimo barriera/contrapposizione tra medici e pazienti ed infangare due volte la. memoria di un ragazzo deceduto

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  20. Io credo che meno si parli su questo caso e meglio è......nessuno di noi sapra.mai come siano andate esattamente le.cose....lavoro in ospedale e dopo aver.letto la lettera della dottoressa mi sento di dire che è vero che noi che stiamo dentro gli ospedali sappiamo quanto spesso è difficile lavorare perche i pazienti non sempre sono come risulta dalla cartella clinica!!!ma mi sento solidale anche verso la famiglia di stefano,e massima.comprensione per loro...avere un fratello che vive dei disagi a causa della tossicodipendenza non è cosa facile.per la famiglia....invito i iornalisti a non fare notizia su un caso del genere dove il massimo rispetto e la ricerca della verita devono essere i veri protagonisti,anche se poi la.verita la sa solo stefano....

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  21. massima solidarietà, cara collega, anche io sono un medico e certi giorni mi sembra davvero di lottare contro i mulini a vento. Nessuna gratificazione, tanta fatica, troppe responsabilità in un quadro di scarsa tutela

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    1. Penso che tutti coloro coinvolti in questo caso,dall'arresto all'ultimo sanitario che ha avuto a che fare con il Cucchi,abbiano peccato di leggerezza.-Ho visto il film ieri sera sulla 7 e mi ha colpito il fisico minuto e devastato del soggetto.-Penso che in ogni passaggio di carico un verbale doveva documentare ed evidenziare la precaria situazione psicofisica del medesimo.-Un solo appunto perchè in quella lunga settimana non si è contattata la famiglia?.-

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    2. Scrivo da "Anonimo" perchè non riesco a login.

      Sono Daniel, il marito di Flamina. Non ho visto il film, però la mia esperienza della mass-media italiana mi da poco fiducia nella sua attenzione ai fatti piutosto che allo spettacolo. Ricordate che le famose foto sono stati fatti DOPO l'autopsia in cui lo avevano sezionato.

      Communque le condiìzione di salute di Stefano sono documentati nelle cartelle cliniche, dove infatti si devono essere documentati - però e vero che il personale medico non ha pratticato la medicina difensiva (cioè non si ha fatto tutto per prottegersi da azioni legali futuri). I medici ed infermieri del Pertini hanno fatto tutto per curare e far mangiare/bere il Cucchi - con trattamenti proposte e ri-proposte, e con discorsi lunghi. Hanno fatto tutto tranne andare con le forze - secondo lei lo dovevono costringere ad intubarsi con violenza? O fatto il force feeding con l'imbuto (considerato una forma di tortura tra l'altro)? E secondo lei questo gli avrebbe salvato?

      La famiglia non è stato contatato perchè Stefano aveva affirmato (anche per scritto) che non volesse che fossero contatati ne informati delle sue condizioni. Il personale medico non era informato però, che la famiglia aveva proprio bussato alla porta.

      Daniel Mark Miller

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  22. Dott.ssa Bruno e colleghi sono con voi, sono una giovane collega e sono furiosa per tutto quello che sta accadendo, proprio perchè tutte queste riflessioni le ho fatte anche io, da medico, in quanto conosco i segni post mortem e ho studiato la medicina legale!
    Nessun dubbio sulla vostra professionalità (ho fatto diversi tirocini al Pertini prima di laurearmi e sono stata una volta in pronto soccorso come paziente)... continuate a combattere, piena solidarietà e stima!

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  23. All'ultima giovane collega intervenuta.

    Tu la medicina legale l'hai studiata e conosci e distingui le alterazioni post mortem da un ecchimosi conseguente a un trauma contusivo.
    Ti auguro di non dimenticare quanto hai appreso.
    Quello che è grave è che molti Medici Legali, quando sono chiamati come consulenti del Giudice, presumono di dimostrare la loro omniscienza medica. E quel che è ancora più assurdo e grave è che i giudici ci credono!

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  24. Sono la "giovane collega", in risposta alla collega intervenuta: purtroppo hai ragione e purtroppo appena uscita dall'università mi sono resa conto di quanto questo lavoro venga fatto in maniera disonesta da alcuni colleghi, che immagino abbiano giurato di comportarsi n maniera etica e corretta durante la loro professione...
    Io ho l'entusiasmo dell'inizio, e spero che non mi abbandonerà mai, perchè amo tantissimo questo lavoro e i miei pazienti

    Sara

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  25. Orgoglioso di te figlia mia un bacione tuo papà

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  26. "Dovevasi" trovare un capro espiatorio. E a tal fine... che cosa c'è di meglio oggi di un medico? La lettera è di una lucidità sconvolgente: siamo nelle mani di una "giustizia"/spettacolo che ha per primo obiettivo l'assoluzione delle magagne di chiunque attraverso condanne "a prescindere" come questa. E che dire di commenti tipo "giustizia è fatta"??? L'importante è che a qualcuno siano lavate la coscienza e la faccia che si ritrova, con un bel "crucifige medicum". E adesso mi sono rotto i c°###oni di scrivere "politically correct". Perciò sarò più chiaro... giornalisti, magistrati, opinione pubblica del c@###: avete la faccia come il c##°, per quanto ve la laviate a vicenda non riuscite a trattenere la m###a che producete.

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  27. I giudici sono deli imbecilli che pensano di poter decidere di tutto ma ancora peggio è averea che fare con i periti medici che o sono degli ignoranti totali (ma non arrivo a credere che scambiano macchie ipostatiche per ecchimosi) o scrivono ciò che il giudice vuole (altrimenti la prossima perizia sarà assegnata ad un altro CTU) .È COMUNQUE UNA VERGOGNA.

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  28. SONO MEDICO DA TROPPO TEMPO PER NON ESSERE SOLIDALE CON TE E PER FARTI SAPERE CHE TI SONO VICINO.

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  29. LAVORO IN OSPEDALE E COMPRENDO A FONDO QUANTO HAI DESCRITTO NELLA TUA LETTERA. SICURAMENTE HANNO CALCATO LA MANO SOLO SU VOI MEDICI PER NON INTACCARE QUALCUN ALTRO E PER POTER DARE UN MESSAGGIO DI FALSO GIUSTIZIALISMO ALLA OK KORRAL. IN QUESTO PAESE NON CONTA LA VERITA MA SOLO CIO CHE è GIUSTO PER L'OPIONIO PUBBLICA GUIDATA BOVINAMENTE DA GIORNALISTI DI PARTE E MAGISTRATI SCERIFFI CHE DEVONO PUNTARE IL DITO SOLO SU CHI DEVE ESSER SACRIFICATO PER LA CAUSA DELLO STATO... ENTRAMBE CATEGIORIE CHE IN MOLTI CASI ,INDIPENDENTEMENTE DALLE AZIONI COMPIUTE, NON PAGANO MAI DEI LORO ERRORI. NON PUO CONTINUARE COSì A LUNGO, NON POSSONO ESSERE SACRIFICATI "ALTRI" PER UNA MORTE NON SPIEGATA COSI NON SI TRATTA DI PROCESSI MA DI PLOTONI D'ESECUZIONE.

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  30. Cara Flaminia, solo gli sciocchi e i prevenuti avrebbero avuto bisogno di leggere queste tue parole. So che in questi eventi ognuno di noi è solo, ma se può servire, ti invio tutta la solidarietà possibile e l'abbraccio, seppur virtuale, di chi si prodiga tanto per gli altri, come te e cento come te, e riceve solo ingiustizie e meschinità. "Beati coloro che hanno sete di giustizia, perché saranno giustiziati", è quello che dovrebbero mettere all'ingresso dei nostri posti di lavoro. Io, e mille altri, ti e vi siamo accanto. Piergiorgio Bertucci. Medico di DEA.

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  31. come sempre è facile scaricare le colpe a noi medici che operiamo spesso in condizioni di estremo disagio e i veri colpevoli di quanto accade stanno comodamente a casa loro e non pagano mai.

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  32. La maggior parte dei medici fa bene il proprio difficile mestiere, ma anche tra loro ci sono le mele marce; io non ho elementi per giudicare se quelli del Pertini hanno agito bene o male.
    Anche polizia e carabinieri nella grande maggioranza sono persone oneste che rischiano spesso la vita per paghe basse, ma anche tra loro ci sono alcune mele marce.
    Ora, certamente Stefano doveva essere una persona difficile. Però quel povero ragazzo è morto nei pochi giorni durante i quali era stato tenuto lì. Possibile che carabinieri (perché nessuno parla di loro, ma si sospetta eventualmente solo della polizia penitenziaria?) e polizia non hanno avuto alcun ruolo nel peggioramento delle sue condizioni di salute?

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  33. Non rimane che fare la professione altrove....

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  34. I medici non sono tutelati dal proprio consiglio dell'ordine che non ha fatto nulla per smentite le false accuse e le false notizie dei giornalisti. Oramai i medici sono solo carne da macello. Il nuovo pozzo di s. Patrizio ove attingere visto il loro obbligo di assicurazione per la r.c.

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    1. Sorprende davvero il silenzio dell'ordine dei meidici .......................

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    2. l'ordine è un'istituzione che serve solo a dare visibilità a qualche medico di base. Andrebbe abolita domattina.

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  35. Non credo che si possa generalizzare condannando o assolvendo tutta una categoria. Mi pare solo strano che non si sia capito ad esempio che la causa delle ecchimosi agli occhi non poteva che essere un pestaggio subito dal ragazzo. Mi pare che ci sia stato un grande scaricabarile tra forze di polizia, autorità giudiziarie e medici, con buona pace di tutti mi sembrano tutti un pò responsabili. gli sconosciuti (?) autori del pestaggio naturalmente lo sono molto di più, diciamo che l'impressione è però che gli operatori sanitari non si siano interessati più di tanto a Stefano Cucchi e che sia rimasto abbandonato a sè stesso. Temo che la verità non la sapremo mai, ognuno difende la sua "parrocchia" e andiamo avanti così... Alessandro L.

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    1. Non è stato per niente "abbandonato a se stesso". Può leggere le note mediche, la lettera di Stefania Corbi, ascoltare le testimonianze in corte d'assisi che hanno fatto tutte le cure a cui lui consentiva e di tutto per fargli accettare altre ed esami a scopo diagnostico che lui rifiutava.

      Daniel

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    2. mi spiace deludere il signore sopra ma il blu intorno agli occhi non è esito di un pestaggio appena subito per il semplice fatto che anche nelle foto fatte in famiglia si nota spesso questo difetto. se avesse seguito il processo lo stesso Stefano spiegò al suo legale di essere fatto così.
      Altra cosa: il carcerato straniero per accusare di pestaggio gli agenti penitenziari ha ottenuto dallo STATO uno sconto di pena che lo ha rimesso subito in libertà e pure un permesso di soggiorno. peccato che a processo si sia rivelato del tutto inattendibile. Non lo dico io, lo dice la sentenza di assoluzione di quei poveri cristi che hanno dovuto subire processi ingiusti e gogna mediatica per colpa ...non vado oltre...

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  36. La mia piena solidarietà alla d.ssa Flaminia Bruno, ai medici, magistrati e poliziotti penitenziari, massacrati da un tipo di informazione, "ops" disinformazione mediatica senza precedenti.

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  37. Non dono d'accordo. E i perché son talmente tanti che nemmeno li scrivo. Conosco il sistema. Nel migliore dei casi noto prese di posizione di "utili idioti". Nel caso della missiva della dottoressa pensonche sia parzialissima e in buona fede. Saluti

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  38. Dottoressa Flaminia Bruno. Complimenti per la sua lettera, ha tutta la mia solidarietà. Sono un ex appartenente alla Polizia di Stato. La sua lettera l'ho letta adesso, alle ore 22:30 circa, del 3 novembre, e noto che non mi sono sbagliato nel mio commento inviato il 1° novembre alle ore 14:10, sulla pagine del Messaggero.it. e pubblicato nella stessa giornata.
    Questo è il testo: "Ma cosa vogliono dimostrare con queste foto? Queste foto sono state fatte dopo che il povero Cucchi era morto, quindi chissà quanto tempo dopo. Aveva gli occhi rossi, d'accordo, aveva la schiena tutta rossa d'accordo, ma sono stati accertati questi danni da cosa sono stati procurati? Le lesioni da corpi contundenti o i pugni, non lasciano un cerchio rosso intorno all'occhio, o un rossore su tutta la schiena, ma lasciano dei lividi di colore nero bluastro, (appunto si dice mi hanno fatto due occhi neri, e non due occhi rossi). Solidarietà a tutte le persone che sono state indagate, colpevoli soltanto di fare un servizio per la comunità". Un caloroso saluto G.P.

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    1. quanta arroganza. Le responsabilità ci sono, perchè negarle. E se davvero tutto fosse avvenuto in modo pulito come lei, servitore dello stato dice, perchè nessuno parla?
      nessuna cordialità nel salutarla.
      merion

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    2. Non è vero che nessuno parla...semplicemente, è diventato un caso mediatico tale che ogni testimonianza, perizia ecc contraria alla verità espressa dalla fam. Cucchi, non è d'interesse. Fa vendere di più scrivere che è stato picchiato ed abbandonato a se stesso, che x errore è stato indicato sul verbale come 'albanese senza fissa dimora', cosa a cui credo ben poco visto che dopo l'arresto al soggetto vengono prese le impronte e viene interrogato da un giudice. Basta guardare gli ultimi fatti di Roma: finché sembrava che la polizia aveva picchiato e caricato un operaio titoli cubitali, notizia in apertura dei TG, poi esce un filmato in cui si vede che non solo l'operaiocade per suo conto(o addirittura colpito da un altro operaio), ma che i poliziotti lo soccorrono...in questo caso hai sentito i TG dire la notizia????

      Nessuna cordialità nel salutarla....

      Alex

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  39. Questo non è linguaggio di una Dottoressa, e del Pertini, poi... figuriamoci!!! te l'hanno dettata para-para, per pararsi il posteriore...insomma fanno fare la testa di cuoio una volta a te, un'altra volta al Sindacato......detto questo le Istituzioni Pubbliche, tutte, sono colpevoli ...ma l'Italia è il paese dei senza colpa

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  40. Sono Daniel, il marito di Flaminia Bruno e rispondo al anonimo che non creda che la lettera l'abbia scritta lei. Ti sorprendi veramente che una dottoressa sa leggere, esprimersi ed anche scrivere bene? La lettera la scritta nel 2011 e io glielo vista scrivere - certo io non glielo dettata (sono tra l'altro straniero). Prima che lei ha scritto questa lettera erano ormai aparse centinaia di articoli 'giornalistici', commentari, blog, un fumetto, un libro, canzoni popolari che si basavano sul prendere anche i commenti più assurdi di Marino ed il PM come parole d'oro ed ignoravano fatti ed anche la logica di base - come per essempio che lei CHE HA RICHIESTO LA SALMA voleva nascondere qualcosa e che dottori che curavano tossicodipendenti (ed anche altri che variavano da semplici sfigati a mafiosi ed assasini veri) tutti i giorni lo hanno preso proprio con uno.

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  41. Trovo estremamente equilibrato e allo stesso coinvolgente il resoconto della dottoressa. Senza alcuna polemica chiedo solo come mai il Pertini abbia riconosciuto il danno corrispondendo più di un milione di euro alla famiglia Cucchi.

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    1. Non sono un legale ma credo che fece parte della condanna in Primo Grado ed e successo prima della riapertura del tribunale. La gestione del Pertini non ha cercato mai di tutelare il proprio personale ma solo di lavarsi le mani fino a vietare il personale imputato di rilasciare interviste (vedi il post in questo blog).

      Daniel

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  42. Mia moglie non ha dato nessun intervista ai giornalisti perchè abbiamo avuti pessimo esperienze di come vengono manipolate le parole. Il link a Radio Radicale fa sentire quello che Flaminia Bruno ha detto in publico alla corte davanti all'accusa e la famiglia: Parte a 7:40 minuti circa

    https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=8496748768999120183#editor/target=post;postID=5268904704785091293;onPublishedMenu=posts;onClosedMenu=posts;postNum=3;src=postname

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  43. Certo che mio padre aveva ragione quando per rappresentare lo stato delle cose diceva: credevo di aver incontrato la giustizia invece ho incontrato la legge

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    1. Credo che mia moglie Flaminia Bruno che ha lavorato con tanti di detenuti sarebbe d'accordo. Noi siamo però sollevati di avere scongiurato delle accuse false fatto contro i medici in corte se non nell'opinione pubblico - e si pensi che la legge sia ingiusta provi ad avere che fare con il giornalismo.

      Daniel

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  44. Fa riflettere il fatto che una persona in condizioni di salute così difficili venga mandata in carcere e non ai domiciliari o in comunità,
    fa rilfettere che in una settimana non abbia potuto parlare con i familiari o con l'avvocato...
    in più se Stefano era del '78, nel 2009 aveva 31 anni e non è verosimile supporre che fosse dipendente da sostanze pesanti da 20 anni, cioè dall'età di 11 anni

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    1. Il reparto di Medicina Protetta di Pertini è sempre un reparto di ospedale anche se chiusa a chiave ed è dove è stata trasferita dai medici del pronto soccorso Fatebenefratelli per curarsi di una frattura.

      Non ha richiesto di parlare con i familiari (anzi ha richiesto che non venivano contattati). Nonostante cio sono d'accordo che le tentative di visite da parte dei familiari anche se non accettati erano almeno fatto noto al personale medico ed a lui stesso. La mancanza di accesso all'avvocato è un problema putroppo molto difusa ed ha anche ragione che doveva vederlo - come ha scritto assieme al medico Stefania Corbi la notte del decesso (legge la sua post su questo blog o ascolta la sua testimonianza su Radio Radicale (anche linkato su questo blog).

      Le date del consumo di droga vengano dalle parole di Stefano Cucchi ai medici e pare da altri documenti arrivati dopo che cominciava non poco dopo.

      Daniel

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  45. Il problema è metterci a credere che voi non sapevate nulla, che non vi è arrivata nemmeno una voce su quel che era successo, non chieda di credervi in questo. Sull'accusa assurda concordo, sulla moralità, permetta che continui ad avere i miei dubbi!

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    1. Ancora adesso non sappiamo cio che è veramente successo a Stefano Cucchi prima che arrivasse a pronto soccorso. Uno può pensare quello che vuole ma sapere è un'altra cosa. Per questo la scelta del nome del blog tra l'altro - "per la verità" e non "la verità". E se qualcuno lo ha picchiato vogliamo sapere anche noi.

      Nota che nel certificato la richiesta della salma ed autopsia fatto perchè non si capiva la causa della morte. E nota anche che i medici gli hanno chiesto quello che gli era successo ed ha sempre detto che era caduto. Ad un infermiera, Silvia Porcelli, ha detto invece che gli hanno picchiato i Carabinieri come lei ha testimoniato dopo il decesso: “Stefano Cucchi mi disse che qualcuno gli aveva menato e che erano stati i carabinieri". I carabinieri non erano tra gli imputati.

      I medici lo so che non lo hanno abandonato e neppure hanno cercato di nascondere nulla come dimostrano i fatti alla fine.

      Daniel

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  46. Quanto vittimismo! Stefano stava male e proprio perchè debilitato, doveva essere trattato in modo diverso! Invece nessuna notizia alla famiglia, nessun avvocato, domiciliari ( assolutamente normali in questo caso) non solo negati ma nemmeno contemplati. Allora? non è qui il punto? non è già questa una grave responsabilità?
    merion

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  47. graziana galvagno4 novembre 2014 21:23

    Coraggio Collega! la coscienza a posto è l'unica che può salvarci contro il sistema giudiziario vergognoso e il giornalismo carogna

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  48. Minkia non sembrate medici,ma una setta,tutto questo sodalizio solidale tra voi,non fa che raffornzare il sospetto che qualcosa da nascondere ce nel caso Cucchi,siete troppo morbosi nel proteggervi tra voi.

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    1. tu invece parli come un tossicodipendente... acquistavi la droga dal cucchi...minchia....

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    2. Ecco il genio di turno: "siete troppo solidali fra di voi quindi avete qualcosa da nascondere". A te non ti frega nessuno! GENIO!!

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  49. Conoscere la verità è un dovere civile è morale, ma non si deve distruggere la reputazione è la dignità di altri se crediamo nella giustizia.
    Perché i media pubblicano solo una faccia della realtà :forse perché fa più odiens, speculando così sulla vita di altri.

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  50. salve, io posso dire nella mia ignoranza, che il mio papà è morto di cause naturali, gli è stata fatta autopsia, e vi grantisco che non aveva un livido neanche a cercarlo, cmq apprezzo la dott.ssa che ha scritto, tante belle parole, ecc....ma perchè ancora nessuno si prende la responsabiltà x una volta e dice ok abbiamo sbagliato, invece fanno gli ipocriti, falsi moralisti, e il sindacato di polizia che denuncia la sorella, questo è il colmo, signori le foto parlano chiaro, dott.ssa lei sa cos'è una grande paracula.......

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    1. il vero paraculo (e tossicodipendente) cliente del cucchi sei tu.. non capite una minchia e avete anche l'ardire di scrivere.... che pena..

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    2. Avevi iniziato bene... Nella tua ignoranza... E allora se ignori perché parli?

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  51. Dott.ssa Bruno sono concorde con lei, di giornalisti seri e veri professionisti dell'informazione ormai non se ne vedono più, si è creata l'informazione d'assalto che a mio modo di vedere mi fa schifo, sono dei veri terroristi dell'informazione tutto per il dio danaro, CHE SCHIFO.....

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  52. Alfredo Trinchese5 novembre 2014 15:06

    posso essere d'accordo su quasi tutto, dottoressa, ma allora di che si muore, nel "suo" Ospedale? << Il ragazzo muore in maniera inaspettata ed incomprensibile durante la notte. La perizia non è in grado di identificare la causa della morte. Non ravvede nelle lesioni traumatiche la causa >> Nel "suo" Ospedale non si riesce a stabilire l'epoca di una frattura (avvenuta in ipotesi addirittura 20 giorni prima!!!)....non si riesce a stabilire se un paziente (che confonde carabinieri con polizia penitenziaria, rifiuta esami e terapie indispensabili alla sua sopravvivenza...ecc..) è capace oppure incapace di intendere e volere, non si capisce bene come avete giustificato le ecchimosi sulle orbite e sulle palpebre (il fatto che un paziente rifiuti la visita specialistica NON vi esime dall'obbligo di denuncia di percosse ad opera di ignoti, quando queste siano talmente evidenti da indurvi a richiedere la stessa visita specialistica in urgenza, anzi, dovrebbe accendere un dubbio sul fatto che il paziente è in uno stato quantomeno di confusione mentale)...si è trattata però, stranamente, come "di recente insorgenza" una frattura di circa un mese, mediante immobilità assoluta nel letto...Quindi, consapevole che non tutte le colpe o sicuramente nessuna, possano essere attribuite a lei personalmente, le ripeto la domanda...Di cosa si muore, nel suo Ospedale?

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  53. Le domande di cui sopra sono più che pertinenti...la questione sull'errata valutazioni di echimosi o quanto altro , sicuramente verrà prima o poi chiarita(si spera) ma la domanda, corretta è : I medici in quel contesto , non riuscirono a mettere insieme tanti dettagli che globalmente annunciavano un fenomeno grave con possibilità di morte (frattura ad una vertebra , tossicodioendenza dichiarata, orbite oculare con sospetta frattura , etc ect)?? questa può essere considerata negligenza? cioè se un ortopedico visita un paziente dal punto di vista ortopedico, un oculista dal punto di vista oculistico e così via , chi si occupa del paziente nel suo insieme????chi lo valuta dal punto di vista funzionale alla vita?possibile che nessuno dei medici con tanta esperienza abbia sommato tutti questi indizi e non abbia posto l'attenzione dovuta?
    la domanda che ci si può porre qui , non è se qualcuno abbia volutamente fatto morire Stefano ma se sia stato fatto tutto il necessario previsto per garantirgli la sopravvivenza in un contesto apparentemente molto grave compromissione della salute.

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  54. Massima solidarietà alla dottoressa. Il nostro è un paese di ignoranti che pontificano senza prima documentarsi leggere o cercare di capire. Leoni da tastiera che dopo un titolo giornalistico o un post su Facebook pensano di essere depositari della verità e di poter insultare liberamente. Ignoranti e presuntosi che cercano un facile riscatto al loro essere insignificanti.

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  55. Solidarietà alla collega. Mi dispiace solo non aver letto prima questa lettera che mette in luce ciò che si evince semplicemente leggendo la cartella clinica (reperibile liberamente in rete).

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  56. Penso che sul caso si sia realizzato in pieno la commistione sovrapposizione e allineamento di poteri che negli ultimi decenni hanno affossato L'ITALIA INTERA : Politica-magistratura-media. L'uno tiene bordone all'altro e non c'è una voce che dica "scusate tanto ma ... " Ma dove sono i giornalisti con gli attributi che non ripetano pedissequamente la canzone già sentita ??? GRAZIE DOTTORESSA PER LE PUNTUALIZZAZIONI

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  57. non è una novità che esista la casta medica...perchè non viene affrontato il perchè stefano è morto e quali sono le cause o conseguenze della sua morte...è un dovere questo non solo civile ma anche democratico e morale a cui neppure un medico può sfuggire o sottrarsi anche se esula dalla sua competenza prettamente professionale...e sorvolo su tanti altri quid su come si vive in carcere e come è facile essere zittiti o ricattati.

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  58. A me questa lettera pare un'accoratissima paraculata.

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  59. era già magro come un chiodo al momento dell'arresto e in aula ha spiegato al Magistrato di essere anoressico. esiste anche l'anoressia ( rifiuto del cibo di origine nervosa) nei soggetti maschi. a furia di rifiutare il cibo si danneggiano tutti i muscoli compreso quello cardiaco, fino al decesso. PER NON PARLARE DELLA DEBILITAZIONE DA USO VENTENNALE SI STUPEFACENTI. pARLO IN GENERALE, MA NON CREDO CHE LE PERIZIE SI DISCOSTINO MOLTO. I MEDICI NON FANNO I MIRACOLI, FANNO AL MEGLIO DELLE LORO POSSIBILIT, come mi pare abbiano fatto in questa situazione da quanto ho sentito a processo.

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